Notizie

21
Lug

EU: Eurostat, Italia maglia Nera per Donne Manager

L'Italia, secondo l'Eurostat, è ultima in Europa per numero di donne manager e seconda per la maggiore differenza salariale rispetto agli uomini. Il quadro complessivo europeo non è migliore: i due terzi delle posizioni manageriali nell'Ue sono occupate da uomini (4,7 milioni contro 2,6 milioni) e,nel caso in cui vi sia una donna, questa viene retribuita in media il 23% in meno per le stesse funzioni dirigenziali. Le donne, quindi, nonostante rappresentino circa la metà degli occupati nell'Ue, continuano a essere sotto rappresentate tra i manager. E' quanto emerso nel corso dei lavori del convegno ''Donne Forti per una Europa Forte - Road Map Europea dell'agenda 2030, organizzato a Palermo dalla della Fondazione Friedrich-Ebert, che per celebrare la decennale collaborazione tra i democratici europei di Italia, Germania, Austria e Svizzera ha scelto la città designata capitale italiana della Cultura nel 2018, come meta per discuterne, dedicando un focus specifico sulle questioni di genere, relativamente ai settori della formazione e dell'accesso nel mercato del lavoro della donne, in Italia e nell'Ue a 28. Secondo l'analisi, che ha richiamato le più recenti rilevazioni dell'Eurostat, divulgate in occasione dell'8 marzo, in base ai dati 2014 relativi alle imprese con 10 o più dipendenti, l'Italia insieme a Germania e Cipro è il Paese Ue con il minor numero di donne manager, appena il 22%, seguita a breve distanza da Belgio e Austria (23%), e Lussemburgo (24%). La media europea è di appena il 35%. L'unico dei 28 in cui ci sono più donne che uomini nelle posizioni dirigenziali è la Lettonia, con il 53%. Bene anche altri Paesi dell'Est e del Nord: Bulgaria e Polonia (44%), Irlanda (43%), Estonia(42%), Lituania, Ungheria e Romania (41%), e infine Svezia e Francia (40%). Anche sul fronte dei salari l'Italia detiene maglia nera, seconda a quasi pari merito con la prima che e' l'Ungheria, per il gap più ampio tra gli stipendi pari a un terzo: una manager italiana guadagna il 33,5% in meno rispetto a un suo collega uomo, mentre in Ungheria lo scarto è del 33,7%. Male anche Repubblica Ceca, dove le donne manager guadagnano il 29,7% in meno dei loro equivalenti maschi, così coma Slovacchia (28,3%), Polonia (27,7%), Austria (26,9%), Germania (26,8%), Portogallo (25,9%), Estonia (25,6%) e Gran Bretagna (25,1%). I Paesi in cui invece si registra uno scarto minore tra gli stipendi uomo/donna in ruoli manageriali sono la Romania (5%), la Slovenia (12,4%), il Belgio (13,6%) e la Bulgaria (15%).

(Fonti: www.regioni.it e AdnKronos.it)

(http://www.regioni.it/sociale/2017/07/21/ue-eurostat-italia-maglia-nera-per-donne-manager-523748/)

 
21
Lug

Invito a presentare proposte per la selezione di partner ai fini della gestione dei centri d'informa

Logo-europedirect.

La Rappresentanza in Italia della Commissione europea pubblica un invito a presentare proposte per rinnovare la rete dei centri di informazione Europe Direct per il periodo 2018-2020. Scadenza: 27 luglio 2017.

La Rappresentanza in Italia della Commissione europea pubblica un invito a presentare proposte per rinnovare la rete dei centri di informazione Europe Direct per il periodo 2018-2020.

I centri Europe Direct sono la rete ufficiale di informazione della Commissione europea sul territorio: le loro attività di comunicazione hanno lo scopo di interessare i cittadini alle tematiche europee e di promuovere il dialogo sulle questioni europee, anche in collaborazione con altre reti di informazione e punti di contatto dell'UE o locali.

Possono partecipare all'invito gli organismi di diritto pubblico o gli enti privati con una missione di servizio pubblico (cfr. la decisione della Commissione C(2016) 8443 del 19 dicembre 2016).

I centri selezionati riceveranno una sovvenzione compresa tra 25000 e 32000 euro l’anno dalla Commissione europea per lo svolgimento delle attività di informazione e comunicazione. La nuova rete sarà operativa da gennaio 2018.

Gli interessati sono invitati a leggere attentamente l'invito a presentare proposte e tutta la relativa documentazione.  Il termine per la presentazione delle proposte è il 27 luglio 2017 alle ore 17.

Di seguito troverete l'invito e la documentazione che deve essere obbligatoriamente compilata e inviata o presentata per partecipare:

Invito a presentare proposte

La documentazione qui di seguito non deve per il momento essere compilata

Allegato 2 - Modello di convenzione quadro di partenariato con i relativi allegati:

  • allegato II    Condizioni generali (già integrato nel testo della convenzione)
  • gli allegati VI e VII non si applicano nell'ambito del presente invito

 

Per maggiori informazioni:

- per eventuali quesiti e richieste di chiarimento, è possibile scrivere fino al 24 luglio 2017 ore 17 al seguente indirizzo: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

- CONSULTARE LE DOMANDE E RISPOSTE SULL'INVITO FAQ 14.07.2017

FAQ 07.07.2017


Documenti di riferimento:

Decisione della Commissione C(2016) 8443 del 19 dicembre 2016 relativa all'adozione del programma di lavoro annuale nel settore della comunicazione per il 2017

(Fonte: Commissione Europea - Sede di Rappresentanza in Italia)

(https://ec.europa.eu/italy/news/rete_edic_2018_2020_it)

 
21
Lug

Infrastrutture energetiche, bando Inea da 800 mln

Infrastrutture energetiche, bando Inea da 800 mln

C’è tempo fino al 12 ottobre per partecipare al bando 2017 lanciato da Inea, l’Agenzia esecutiva per l’innovazione e le reti della Commissione europea, per la concessione di sovvenzioni nel settore delle infrastrutture energetiche transeuropee nell'ambito del Meccanismo per collegare l'Europa.
Il bando Cef Energy finanzia progetti di interesse comune nel settore dell'energia, e precisamente dell'elettricità e del gas, che abbiano benefici sociali significativi e che garantiscano una maggiore solidarietà tra gli Stati membri.

Obiettivi
I progetti devono contribuire a conseguire gli obiettivi generali della politica energetica europea e in particolare aumentare la competitività promuovendo l'ulteriore integrazione del mercato interno dell'energia e l'interoperabilità delle reti elettriche e del gas a livello transfrontaliero; rafforzare la sicurezza dell'Unione in materia di approvvigionamento energetico; contribuire allo sviluppo sostenibile e alla tutela dell'ambiente, tra l'altro attraverso l'integrazione di energia da fonti rinnovabili e lo sviluppo di reti di energia intelligenti.
Per essere ammissibile una progettuale deve riguardare azioni che contribuiscano a uno dei progetti di interesse comune stabiliti dalla Commissione.

Risorse
Il budget del bando ammonta a 800 milioni di euro. L’importo del sostegno in generale non potrà superare il 50 per cento dei costi ammissibili per progetto, salvo casi eccezionali (ovvero nell’ipotesi in cui un progetto contribuisca in modo significativo alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico, migliori la solidarietà energetica tra Stati membri oppure offra soluzioni altamente innovative) nei quali il sostegno potrà aumentare fino al 75 per cento dei costi.

Chi può partecipare
Possono partecipare al bando uno o più Stati membri oppure organizzazioni internazionali, imprese comuni o imprese o enti, pubblici o privati, con sede negli Stati membri, previo accordo degli Stati membri il cui territorio è coinvolto nel progetto.

Scadenza
La scadenza è fissata al 12 ottobre 2017.


SCARICA IL BANDO
https://ec.europa.eu/inea/sites/inea/files/2017_cef_energy_call_text_superfinal.pdf

(Fonte: www.ildenaro.it - Sezione: Incentivi)
(http://ildenaro.it/incentivi-economia/169-incentivi/84524/infrastrutture-energetiche-bando-inea-da-800-mln)
 
21
Lug

Lavoro: piano "Garanzia giovani" rifinanziato con 1,3 miliardi

A tre anni dal lancio, e sulla scorta dei buoni risultati che l'Unione Europea ha riconosciuto al programma mirato a migliorare l'occupabilità dei NEET, Garanzia Giovani viene rilanciata con nuove risorse ed un aggiustamento della strategia complessiva. L'annuncio è stato dato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali nel corso di un incontro con i rappresentanti delle Regioni e delle organizzazioni sindacali.

Le nuove risorse - si legge in una nota difusa dal ministero -  ammontano a 1,3 miliardi di euro e consentiranno di portare il programma fino alla scadenza del ciclo di programmazione dei fondi europei (2020), consolidando l'esperienza accumulata e correggendo le problematiche emerse dal monitoraggio attento e continuo.
Da segnalare il positivo risultato finora conseguito in termini di gestione e di spesa delle risorse. Considerando che le risorse della programmazione in corso possono essere spese fino alla fine del 2018, al 31 marzo 2017 risultano infatti impegnate ben l'87,2% delle risorse programmate; ammontano al 56,2% le risorse spese per misure già concluse.
Per quanto riguarda la partecipazione al programma, al 13 luglio 2017 sono quasi 1 milione e 200mila i giovani che hanno partecipato, registrandosi sul portale nazionale e su quelli regionali; i presi in carico sono oltre 963mila. Sono, infine, più di 512mila i giovani cui è stata proposta almeno una delle misure finanziate; di questi, il 60% ha avuto un'esperienza di lavoro. Inoltre, con riferimento alla misura dei tirocini, è utile ricordare che dei 306.507 giovani che hanno concluso un tirocinio, il 60% ha avuto un rapporto di lavoro successivo; di questi, il 49% con lo stesso datore di lavoro.
Un altro dato positivo è quello che riguarda l'andamento dell'incentivo occupazione giovani, che dall'1 gennaio 2017 mette a disposizione 200 milioni di risorse da destinare a sgravi contributivi per le assunzioni di giovani iscritti al programma fino al 31 dicembre di quest'anno. Al 28 giugno le domande presentate sono state 49.369 di cui 30.687 risultano già accolte. Di queste ultime, il 50,35% sono per contratti di apprendistato professionalizzante, il 31,06% per il tempo determinato e il 18,59% per contratti a tempo indeterminato.
Garanzia Giovani ha anche rappresentato, in questi tre anni, un esempio di collaborazione istituzionale tra Stato e Regioni che costituisce una base fondamentale per il rafforzamento del sistema di politiche attive in Italia.
Il Programma Garanzia Giovani richiede una strategia unitaria e condivisa tra Stato e Regioniper un'efficace attuazione a livello territoriale. Accanto quindi al Piano nazionale che individua le azioni comuni su tutto il territorio nazionale, ciascuna Regione ha l'impegno di adottare un proprio piano attuativo per definire quali sono le misure del Programma che vengono attivate sul territorio, in coerenza con la strategia nazionale.  Le Regioni devono attuare concretamente le azioni di politica attiva verso i giovani destinatari del Programma, rendendo disponibili le misure. Hanno una funzione di coordinamento dell'organizzazione della "rete" dei Servizi pubblici per l'impiego e privati accreditati, che avranno il compito di svolgere una funzione di accoglienza, orientamento e individuazione delle necessità e potenzialità dei giovani per individuare il percorso più in linea con le attitudini e le esperienze professionali.Il loro ruolo - si legge sul sito dedicato al programma - è di organismi "intermedi" che si posizionano tra il Ministero del Lavoro che ha definito il Piano nazionale e la rete dei Servizi per l'Impiego dislocati sul territorio, che accolgono i giovani. Spetta alle Regioni quindi indirizzare i giovani ai diversi Servizi per l'Impiego presso cui dovranno fare il primo colloquio di orientamento. Il giovane ha la possibilità di fruire dei servizi del programma in qualunque punto del territorio nazionale, anche in una Regione diversa da quella di domicilio o residenza. Infine, alle Regioni spetta il compito di svolgere l'attività di monitoraggio degli interventi, per meglio osservare il processo di attuazione delle misure, i servizi erogati, il numero e il profilo dei beneficiari, l'avanzamento della spesa, e altre caratteristiche sulla condizione di occupabilità dei giovani beneficiari. Le risorse finanziarie destinate alle singole misure sono indicate nelle convenzioni che ogni Regione e Provincia Autonoma ha  stipulato con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Gli importi definiti in quella sede possono essere suscettibili di modifica dovuta a successiva redistribuzione delle risorse in fase di definizione del PAR.
L'assessore regionale al lavoro della Campania, Sonia Palmeri, ha confermato che "alla presenza del ministro Poletti e del presidente Anpal Del Conte a Roma si è svolto un incontro cruciale sul futuro di Garanzia Giovani. Inizia la seconda fase del programma europeo che ci accompagnerà fino al 2020". "Il programma - ribadisce l' assessore Palmeri - prevede per l'Italia una dotazione complessiva di 1,3 miliardi di euro, da ripartire tra le varie regioni".
La proposta dell' assessore della Campania è quella di mantenere, invece di abolire in toto i tirocini di Garanzia Giovani, privando migliaia di giovani dell'opportunità di svolgere un periodo di crescita personale e di conoscenza delle proprie inclinazioni e attitudini. "Manteniamoli - dice Palmeri - perché hanno contribuito a generare circa 13 mila nuove assunzioni in Campania e perché sono la porta d' ingresso verso le diverse opportunità occupazionali per giovani Neet". Ma "Manteniamoli aumentando la vigilanza e prevenendo eventuali soprusi - conclude Palmeri - manteniamoli, ma eliminiamo tutte le criticità registrate dalle Regioni nella prima fase di applicazione, in primis l'assoluta tempestività nei pagamenti da parte dell'Inps".
In Toscana intanto è partita una campagna di comunicazione per far conoscere le opportunità che la Regione mette a disposizione degli oltre 300 mila professionisti che, all'interno di Ordini, Collegi e delle Associazioni professionali operano in Toscana. La comunicazione, spiega una nota, è mirata alla pagina speciale dedicata alle professioni avviata in questi giorni sulla home page del sito della Regione. Lo speciale professioni guiderà tutti gli interessati alle novità normative e alle risorse messe in campo, con una guida aggiornata ai bandi e alle scadenze per accedervi. Tra i principali strumenti disponibili: fondo di garanzia per l'accesso al credito, bandi del Programma operativo regionale (Por) del Fondo sociale europeo (Fse) 2014-2020, bandi del Programma operativo regionale (Por) del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) 2014-2020. Si tratta in particolare di contributi alle imprese per l'internazionalizzazione, l'efficientamento energetico, il coworking, il microcredito e prestito a tasso zero per investimenti in nuove tecnologie, prestiti a tasso zero, fondo di garanzia per giovani professionisti, voucher formativi per giovani professionisti, contributi per i tirocini di accesso alle professioni.

Per informazioni più complete e dettagliate sul rifinanziamento di Garanzia Giovani, sull'attuazione del programma e sui risultati dell'incentivo occupazione è possibile consultare la seguente documentazione on line sul sito del ministero:
- Principali dati sul programma Garanzia Giovani;
- Programmazione risorse aggiuntive;
- Incentivo occupazione giovani;
- distribuzione delle risorse al 17 giugno 2015.

Alcune Regioni hanno scelto di usufruire del portale nazionale per accogliere le adesioni alla Garanzia Giovani

Abruzzo Liguria Sicilia
Basilicata Lombardia Toscana
Calabria Marche Umbria
Campania Molise Valle D'Aosta
Emilia Romagna Piemonte Veneto
Friuli Venezia Giulia Puglia Provincia Autonoma Trento
Lazio Sardegna



(Fonte: www.Regioni.it -  Stefano Mirabelli / 20.07.17 )
(http://www.regioni.it/newsletter/n-3206/del-20-07-2017/lavoro-piano-garanzia-giovani-rifinanziato-con-13-miliardi-16912/)
 
21
Lug

Tessera professionale europea, oltre 600 domande presentate

Tessera professionale europeaOltre 600 domande presentate e 167 accolte, poco più del 27%. Sono passati sedici mesi da quando, era il 18 gennaio 2016, l'Italia - per prima in Europa - rilasciò la prima tessera professionale europea: una guida alpina austriaca che chiedeva la possibilità di esercitare l'attività nel nostro Paese "in modo temporaneo e occasionale".

Da allora, 606 professionisti italiani hanno presentato domanda per poter svolgere in un altro Paese europeo una delle cinque professioni che prevedono la possibilità di ottenere la tessera: infermiere, farmacista, fisioterapista, guida alpina e agente immobiliare. Sono i dati forniti dal Centro di assistenza italiano presso il Dipartimento per le Politiche Europee che ha presentato un nuovo aggiornamento sull'andamento della tessera professionale europea aggiornato al 31 maggio 2017. (vedi tabella 1).

Tabella 1

Tessera professionale europea%2C 1 giugno 2017

Nota: Il divario esistente tra le domande presentate e le tessere rilasciate è da imputarsi a vari motivi, tra i quali: istruttoria ancora in corso, ritiro della domanda da parte del richiedente o chiusura della pratica per carenza documentale


Le tre professioni che operano in ambito sanitario sono le più 'richieste' con i fisioterapisti che da soli rappresentano quasi un terzo delle domande complessivamente presentate. Il quadro però cambia se si osservano i dati delle tessere rilasciate: prevalgono le guide alpine con 52 tessere, poco meno di un terzo delle 167 rilasciate dalle autorità. Diversa la distribuzione tra le opzioni per cui è possibile esercitare una professione in un altro Paese UE: 'mobilità temporanea' e 'stabilimento'. Le guide alpine privilegiano quasi completamente la 'mobilità temporanea', cioè l'esercizio di una libera prestazione di servizi in modo temporaneo e occasionale. Lo 'stabilimento', quando cioè il professionista intende stabilirsi in un altro Paese UE in modo permanente, è invece la modalità preferita da fisioterapisti, infermieri e farmacisti.

Ma non ci sono solo gli italiani che vogliono spostarsi in un altro Paese UE, nel mercato unico sono tanti anche i cittadini europei che scelgono proprio l'Italia per esercitare la propria professione. Da gennaio 2016, ha rilevato il Centro di assistenza italiano, sono state 200 le domande presentate dai professionisti europei e 136 le tessere rilasciate, per lo più per esercitare la professione di 'guida alpina': 144 richieste e 109 tessere (vedi tabella 2).

 

Tabella 2

Tessera professionale europea%2C 1 giugno 2017
Nota: Il divario esistente tra le domande presentate e le tessere rilasciate è da imputarsi a vari motivi, tra i quali: istruttoria ancora in corso, ritiro della domanda da parte del richiedente o chiusura della pratica per carenza documentale

 

La tessera è stata introdotta con il chiaro obiettivo di favorire e, quindi, far aumentare la libera circolazione dei professionisti nel mercato interno europeo. Infatti, la tessera permette di ottenere il riconoscimento della propria qualifica con tempi e oneri burocratici fortemente ridotti rispetto a quanto accadeva precedentemente: fondamentalmente, perchè non è una 'carta fisica' ma una procedura elettronica che facilita la comunicazione e lo scambio di informazioni tra le autorità nazionali che hanno il compito di rilasciarla.

Un caso di successo europeo: al 31 dicembre 2016, secondo i dati della Commissione europea, erano state 2100 le domande presentate in tutta Europa e 703 le tessere rilasciate.

(Fonte: Dipartimento Politiche Europee)

(http://www.sistemamolise.it/index.php?option=com_content&view=article&layout=form&Itemid=37&lang=it)

 

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